ALARUM!

Mostra open-air, Tiegarten, Berlino

30.4 — 01.05 2019

Si avvicinano le elezioni del Parlamento Europeo, e la crescita di partiti nazionalisti, xenofobi e repressivi in diversi paesi minaccia di scuotere l’intero concetto di Unione Europea. Sfruttando la paura verso l’altro e verso qualsiasi forma di diversità, tali partiti mirano ad allontanarci l’uno dall’altro e a fomentare conflitti ideologici e sociali. Tuttavia, crediamo che la paura possa essere contrastata attraverso la collaborazione, una riflessione collettiva su come indirizzare e affrontare le crisi imminenti (ecologiche, politiche e sociali). Lavorare con la fotografia e le arti visive porta a farsi domande sul ruolo delle immagini nella formazione e definizione delle società contemporanee. Come può un’immagine contribuire alla creazione e alla diffusione di narrative sociali alternative? Tali narrative, costruite attraverso le immagini, sono un mezzo efficiente per contrastare le narrative nazionaliste? Quali sono i limiti e i poteri delle immagini?

 

Spesso associamo la paura a un sentimento negativo e sgradevole. Eppure la paura è un segnale corporeo che ci avvisa che qualcosa non va. Temiamo ciò che potrebbe ferirci, ciò che minaccia la nostra identità o ciò che potrebbe mettere a rischio la nostra esistenza. Mentre la paura può essere un efficace mezzo di manipolazione, essa contiene anche il potenziale di avvicinare le persone per affrontare assieme il pericolo imminente. Nel contesto di Soft Power Palace Berlin, vorremmo sviluppare il concetto della “paura” come un elemento costruttivo, un segnale di allarme verso l’impellenza di implementare grossi cambiamenti socio-politici. La parola  “Alarum” viene dall’Inglese arcaico e significa un segnale di impellente pericolo e una chiamata alle armi per affrontarlo.

Artisti in mostra: Philip Arneill, Riccardo Banfi, Chase Barnes, Lewis Bush, Christine Carr, Magali Duzant, Anne Erhard, Raisa Galofre, Céline Gobillard, Vardit Goldner, Elena Helfrecht, Hannes Jung, Gena Kagermanov, Lei Wenqingao, Milla Lewis, Mire Nimmegeers & Eri Vanluchene, Martha Ormiston, Alice Palchetti, Al Palmer, James Parkin, Iacopo Pasqui, Bärbel Praun, Weronika Perlowska, Alexandra Soldatova, Hiro Tanaka, Ana Zibelnik.

Curatori: Michele Amaglio e Dimitri D’ippolito, Ardesia Projects.